Nulla da fare: il blu resta il colore che più mi colpisce. Evidentemente non sono la sola.

Il 4 marzo del 1961 Joan Mirò, pittore catalano, grande esponente del Surrealismo, ha dipinto il trittico Blu I, Blu II, Blu III.

Un fondo interamente di colore blu, in cui il vuoto e l’assenza fanno da padrone. Poi a sinistra una dinamica e grande linea rossa che rompe l’equilibrio e crea un forte e rumoroso lampo nel silenzio di quel fondo blu. Infine, al centro, varie forme ben definite di colore nero avanzano ordinate in orizzontale verso la figura rossa disposta verticalmente.

Cosa avrà pensato Mirò quel 4 marzo quando intraprese questa tela? Che visione, idea o ambizione avrà mai voluto rappresentare? L’aspetto più interessante di quest’opera penso sia proprio in questo: le forme e i colori suggeriscono una possibile interpretazione e un possibile significato, ma la verità è che solo guardandosi dentro ciascuno di noi troverà la vera risposta.

Joan Mirò, Blu II, 1961.